L'orbe   -   Tra le mura di Semur

L'Orbe,
il fiume che ritempra lo spirito

 

L'Orbe è un fiume che nasce sulle montagne del Giura francese. Dopo un tratto sotterraneo passa il confine e riappare a Vallorbe, nel canton Vaud, dove scorre tranquillo e placido. Aumenta la sua forza con un potente ruggito attraverso l’enorme gola d’Orbe, dove si alternano cascate vaporose e rapide spettacolari.

 

Lo percorro in senso inverso alla corrente, voglio vedere l’acqua che mi viene incontro. Poi da lontano si possono vedere le piccole e frizzanti cascatelle, oppure quando l’acqua passa con forza tra le rocce e diventa tutta bianca. A volte il fiume si allarga e rallenta la sua corsa, tanto che non si percepisce più la sua direzione. Qualche piccola foglia adagiata sul pelo dell’acqua scorre al rallentatore e ripristina la percezione che l’acqua si muove.

 

Parto dalla città medievale di Orbe. Scendo fino al Pont du Moulinet e mi incammino nel sentiero ombreggiato che costeggia il fiume. Nel mio zainetto tengo un piccolo quaderno, due penne a feltro, inchiostro e acquarello nero. Cammino lentamente e a tratti mi fermo dieci minuti per contemplare lo scenario e mettere sulla carta le mie sensazioni.

 

L’acqua è gelata ma l’aria è così fresca che non ho bisogno di tuffarmi per rinfrescarmi. In alcuni tratti diventa buio perché la vegetazione è fitta, anche se qualche raggio di sole riesce con forza ad infilarsi tra gli alberi. Poi cade sulla superficie dell’acqua creando un forte luccichio.

 

A Vallorbe, dopo 17 chilometri, il fiume si allarga e diventa sonnolento. Nelle insenature a lato, alcune anatre ne hanno fatto la loro dimora.

Tra le mura di Semur

Semur-en-Auxois, è situato su un promontorio di granito rosa che emerge da un altipiano della Borgogna. Ai piedi di questo promontorio scorre il fiume Armançon che lo circonda come un laccio.  

Luogo di abitazioni secolari racchiuse da mura di cinta che collegano quattro torri e la città è accessibile da sei porte. È stata costruita tra il 1274 e il 1444.

Le case sono del rinascimento, in pietra ben sagomata e sono rimaste alcune in legno, quelle a graticcio, antecedenti a quelle in pietra. Sui tetti hanno tutte degli abbaini e camini molto alti. Numerose scritte del 1500-1600 sono ancora visibili sulle case, incise sui muri e sui ponti, ecc.

Lungo il fiume si vedono le anatre selvatiche che si riparano tra i canneti, uccelli rari, e sullo specchio dell’acqua poggiano le ninfee.

Un diario di viaggio in questo borgo è come tuffarsi nell’atmosfera del medioevo. Lo stage è stato proposto da un artista che abita in quel villaggio e si è svolto con una decina di partecipanti.

 

Il filmato è un estratto ricavato dalla pubblicazione cartacea.